A&B Forever

2010 gennaio 24
di storvandre

Ebbene sì, Angelina e Brad non ce l’hanno fatta. La mitica coppia destinata a dare origine ad una nuova progenie di semidèi, il duo con il patrimonio cromosomico quotato in borsa, il novelli Adam & Eve del Paradiso nemmeno tanto terrestre di Hollywood, si sono lasciati.

E se va storta a loro, mi vien da dire, si mette mica male per i latori di panza da decubito e di occhiaie da panda gigante come il sottoscritto e la mia fidanzata. Fidanzata? Abbiam quasi 40 anni, il termine comincia a diventare desueto. Compagna? Troppo politico. Compare? Convivente? Amante? Partner? A me piace “complice”, ma diventa un po’ ambiguo in frasi del tipo: “io e la mia complice siamo usciti in fretta dalla banca”. Toccherà sposarsi per mancanza di termini, sia stramaledetta l’Accademia della Crusca.

Ma torniamo ai poveri A&B. Ragazzi, ve lo voglio dire, ci son passato, non sono bei momenti. Una delle cose più tristi è dividersi le cose: voi poi avete 400 milioni di dollari da dividere, la cosa rischia di diventare anche lunga. Pare però che abbiano ingaggiato, con una parcella pari al debito pubblico del Venezuela, una pletora di avvocati che sono giunti alla geniale conclusione che segue: 200 milioni a Brad e 200 milioni ad Angelina. Entrambi si sono dichiarati soddisfatti.

Già, dicevo, ci sono passato anche io. Mi piace pensare che sia stato l’errore più bello della mia vita, ma il mio avvocato – persona poco incline al romanticismo – continua a ricordarmi quanto mi è costato. Nel mio caso, però, la storia era sbagliata fin dall’inizio. Non lo si dice sempre in questi casi? Certo, ma io per esempio sono stato costretto ad un matrimonio religioso, quando non ne ero affatto convinto. Tant’è che, quando mi hanno mandato a fare la confessione, all’anziano religioso che mi salutava con “Il Signore sia con te”, ho risposto institivamente “Mi dichiaro prigioniero politico”, chiudendomi poi in un ostinato silenzio.

Da lì in poi, una serie di disavventure e malintesi, fino all’ultima che mi ha fatto capitare nel letto di una ventenne parecchio disinibilita in circostanze che – curiosamente – hanno fatto una cattiva impressione sulla mia ex-moglie e sui suoi parenti più prossimi, alcuni dei quali – detto per inciso – hanno anche tentato di creare occasioni per testare la resistenza della mia scatola cranica se sollecitata con un cric.E non è che avessero tutti i torti, come mi disse un’amica, il tipo di donna adatta a te non deve avere l’istinto della missionaria, deve essere proprio Madre Teresa di Calcutta.

Insomma, ragazzi, se la sfortuna ci si mette di mezzo, non c’è niente da fare, ma consolatevi: se la prendete nel modo giusto, dopo la separazione c’è un periodo di grande euforia. Dico soprattutto a te, Brad, lo so che con le donne non è mai andata gran che, ma fidati. Dopo la separazione andrà alla grande: più esperienza, più disincanto, e dosi massicce di un potente afrodisiaco per le donne: l’essere totalmente indifferenti alla loro felicità.

Poi, se ti dice veramente culo, troverai una donna come la mia.

Golpe borghese

2010 gennaio 24
di storvandre

La mia amica Sonica me lo dice sempre: sei borghese. Lo so, ma mica sono nato così. Prima mi piacevano i luoghi alternativi, le scelte controcorrente, ero un bohèmien dell’élite culturale. Poi, scherza oggi e scherza domani, son diventato – non ricchione come l’adagio suggerisce, per quello mi prendo un po’ più di tempo – ma un filino più inquadrato: e c’è chi lo scambia persino per una forma di successo.

C’è stato un colpo di stato – e, diciamocelo, anche un discreto colpo di culo – nella mia vita, e son passato da Rimbaud a John Ashley, dalle taverne letterarie dei caruggi genovesi agli aperitivi con l’ostrica nel centro di Milano, dalla pensione al resort, da Guccini a Madonna, da Sartre a Stieg Larsson, dai gruppi anarchici a Brunetta. Cose che capitano, si invecchia, e certi stravizi non ce li si può più permettere. E poi, ultimamente, il dolcevita mi pizzica il collo.

Così, adesso che sono dall’altra parte della barricata, mi rendo conto dei gravi disagi dell’esser borghese. Il primo è che siamo troppi: d’altronde ci piace far tutti le stesse scelte. Di domenica in centro al bar, passeggio e cioccolata, sciarpa col nodo e aria annoiata. E peccato che cilindro e monocolo son fuori moda, non mi sarebbero spiaciuti. Tutti nello stesso bar, il più borghese, che è pienissimo. Ci si allontana con lamentele borghesi, sui giovani, il tempo, il governo e la crisi, che non ce n’è mai abbastanza.

Vacanze, in agosto. Potendo, in Sardegna. Ma i traghetti son ricolmi, legioni di borghesi che vengono imbarcati e deportati in Costa Smeralda, e ti tocca essere tra loro. In caso di naufragio, ci si aggrappa ai beautycase Louis Vuitton e ai porta ipod a tenuta stagna. La Corsica in moto è solo uno sbiadito ricordo, e quando ricorre ci si dice: non c’era un briciolo di comodità, dovevamo fare quasi 200 metri per andare al mare, ma come facevamo senza i pieds-dans-l’eau? E in tutta Portovecchio non c’era una stella Michelin a pagarla oro.

D’altronde anche Sant’Agostino, prima di guadagnarsi il prefisso e l’aureola, ne ha fatte di cotte e di crude. Tant’è che adesso ci faranno anche una fiction. Sul Doctor Gratiae. E pensare che a quei tempi andati leggevo e rileggevo le Confessioni in latino, la notte. Ora guarderò la fiction, è fin troppo evidente che i tempi son cambiati. Anzi no, quasi quasi la registro, perché la sera preferisco godermi la Fox su Sky.

Non è un paese per vecchi

2010 gennaio 7
di storvandre

Che il mondo non sia più un posto serio, lo sappiamo tutti. D’altronde non è un paese per vecchi, e i giovani sono un parecchio più elastici nel tollerare le vaccate.

Io invece invecchio, e comincio a faticare sempre di più a capire i miei dintorni. Specialmente a capire quello che mi raccontano i giornalisti. Qualche esempio?

RAVENNA – Due incidenti causati dal ghiaccio e dalla visibilità ridotta per la nebbia hanno comportato giovedì mattina la chiusura dell’E45 in direzione sud tra il chilometro 242 ed il 235. L’evento più grosso, nei pressi dello svincolo per Mirabilandia, è stato un maxi-tamponamento con diverse autovetture, con alcuni passeggeri rimasti incastrati, intorno alle 8 e mezzo.

Ebbene sì: esiste lo svincolo per Mirabilandia, forse anche la tangenziale di Topolinia. Mi verrebbe da aggiungere: si sono formate code a tratti fino alle Terre di Mezzo ma il Mago di Oz ha fortunatamente liberato la corsia di emergenza per favorire i mezzi di soccorso condotti da Raperonzolo e Harry Potter. Ma andiamo oltre.

MODICA (RAGUSA) – La Guardia di Finanza sta eseguendo il sequestro su tutto il territorio nazionale dei barattolini di “Skifidol Slime”, la gelatina puzzolente prodotta dalla Gedies di Milano e rivolta soprattutto ai bambini.

E’ tutto uno stupore per il mio anziano cervello. Che si debba produrre nel mondo della gelatina puzzolente, e che poi la si debba sequestrare, è già inquietante. Ma una parola mi atterrisce: “soprattutto”. Come, soprattutto? Ci sono adulti che fruiscono di “Skifidol puzzolente”? O collezionisti delle ambite figurine puzzolenti Puzz Skifidol? E che ci faranno? Usi autoerotici per feticisti del fetore? Scherzi ai vicini? Giochi di società?

Tra l’altro pare che questa immonda schifezza, se inalata (ma i produttori assicurano che mai e poi mai un bambino avvicinerà al naso una cosa puzzolente) non c’è più né santi né madonne di tirarla fuori. Per cui se ne va dritta nei polmoni a fare i suoi danni. Ma ne vale la pena, garantito. E arriviamo al gran finale:

L’inquilino della Casa Bianca ha ricevuto oggi un rapporto, definito ’scioccante’ dal consigliere per la sicurezza nazionale generale James Jones, che analizza gli errori commessi dall’intelligence Usa in occasione del tentativo di uno studente nigeriano imbarcatosi su un volo Usa diretto a Detroit con una carica esplosiva nelle mutande.

Tra l’altro, a causa di questo qui, toccherà farsi i raggi X ai gioielli di famiglia ad ogni imbarco. Ma non è qui il bello. Pare che James Jones (omonimo del mitico predicatore kamikaze, o è proprio lui?) abbia rivelato ad Obama che il nigeriano era stato individuato come pericoloso, e lo avrebbero controllato appena sceso. Se poi scendeva in mezzo all’Oceano con tutti gli altri 300 passeggeri, si faceva anche prima. Ovvio: se hai un barattolo di shampoo non puoi salire su un aereo, ma se ti chiami Umar Farouk Abdulmutallab e:

  • tuo padre ti ha denunciato all’ambasciata USA come estremista islamico
  • sei nella lista dei sospetti terroristi
  • i servizi segreti dello Yemen ti indicano come reclutato da Al Quaeda
  • conosci Anwar al-Awlaki, lo stesso tizio che aveva incontrato l’autore della strage a Fort Hood

Prego, accomodati pure. Posto finestrino?

Ponyo sulla scogliera

2009 dicembre 13
di storvandre

Bello, dolcissimo, pieno di vita.

La storia di un amore semplice, che cambia il mondo. La storia di un amore tenerissimo ma assoluto, di un giovane essere umano che accetta la natura come parte di sé, una natura che si fa umana per salvarci dalla catastrofe.

Una favola, dedicata al mare e alle origini della vita, l’oceano da cui tutto proviene e in cui tutto torna. Tutto viene dalla schiuma del mare, e in essa è destinato a tornare.

Un grande caleidoscopio ideato dalla mente geniale di Hayao Miyazaki, fatto di esseri che ci riportano alle grandi origini della vita sulla Terra. La natura che torna giovane e bella, dopo l’uragano, e riporta indietro l’orologio cosmico alle origini acquatiche del mondo. Esseri devoniani si mescolano ad esseri magici, i fossili tornano vivi e vitali, la natura diventa una bellissima madre, e l’ingegno umano un padre controverso.

Questi genitori partoriscono un essere nuovo, diverso. Un essere che congiunge due mondi e li riporta alle loro origini umane e cosmiche, in un gigantesco reset del sistema universale. Tutto ricomincia dalla fiducia e dall’amore di due bambini, nel grande oceano in cui l’uomo ritrova la giusta dimensione di ospite e non di invasore.

Anche se non è all’altezza delle visioni immaginifiche, grottesche e barocche, espressioni profonde di una cultura onirica e leggendaria, della Città Incantata, anche questa resta come una meravigliosa perla di grande sensibilità artistica, di semplicità espressiva e di eccezionale talento.

Da non perdere.

Nuovi miti

2009 novembre 17
di storvandre

Ragazzi, ho dei nuovi miti.

Io son fatto così, vado a entusiasmi, alcuni passeggeri, altri meno. Ma ho sempre bisogno di innamorarmi, come le eroine isteroninfomani di “Confidenze” e “Harmony”. Alcune figure mi attraggono, mi intrigano, mi seducono in modo irresistibile. Starei ore a guardare questi mohai di ignoranza, perché sono inspiegabili, o semplicemente ipnotici, come dei mandala dai raffinati contenuti mistici o il classico pollo di gomma.

Partiamo da due grandi macchine a moto perpetuo di cazzate. Corona e Belen. Lui è il classico esempio antropologico di “sogno della tigre”. Ossia, se fossimo in natura qualche millennio fa, la grande tigre dai denti a sciabola si sognerebbe ogni notte un babbuino così stupido e arrogante. Un pasto gratis ogni giorno, alla faccia dell’evoluzione. Perché lui non si adatta, continua a sbattere il grugno finché non si autodistrugge: oggidì non ci son più le tigri dai denti a sciabola, il che rende la sua autodistruzione meno divertente per un verso, ma prolunga lo spettacolo dall’altr0.

Visto che ora in Italia non c’è molta trippa per gatti, i due bazzicano la bassa Svizzera, in cerca di locali dove esibirsi. Attraenti come due stalagmiti di alabastro, e con la stessa flessibilità mentale. Solo che là ci tengono alle regole, così, per esempio, quando vedono uno che sfreccia per lugano a 220 kmh, e tutti sanno che sopra i 50 all’ora scattano multe pari al PIL di un piccolo stato sudamericano, al pulismano elvetico escono i denti sciabola. E dopo aver sentitamente ringraziato Sant’Elpidio protettore degli orologi a cucù, si reca solerte ad elevargli 5000 franchi di multa. Che il babbuino paga, contento di aver dato un senso alla serata.

Stessa roba, la sua degna compare. Si presenta alla frontiera del paese più preciso al mondo con il visto scaduto. Vagli a spiegare la rava e la fava geografiche, che Bellinzona non è in Italia, e che l’Argentina non è in Europa. Magari non se ne accorgono, capirai, chi vuoi che ci noti su una Lamborghini Gallardo e le facce che ci ritroviamo, da narcotrafficante all’ingrosso e signora in gita di piacere. E anche qui, giù i denti a sciabola.

Ma credete che possano imparare? Signornò. Già li vedo, tentare di entrare alla Mecca con una mortadella da 70kg, pronti ad imbarcarsi su un volo della TWA con una motosega, o ad aprire un casinò a Pechino. Perché nulla li ferma, sono come quei pugili eroici che si rialzano sempre, anche dopo il decimo KO, anche se l’altro pugile è vestito da camionista e sta sopra un TIR da 40 tonnellate.

Gli altri eroi, invece, sono tutto all’opposto. Si chiamano Yapa, Joel, JJ, Posen e Albi, e sono 5 abitanti di Tanna nelle isole Vanuatu. In un programma a dir poco geniale (sia lode a SKY), questi membri della tribù Kastam intraprendono un viaggio a Londra per studiare gli indigeni locali e le loro curiose usanze. Il documentario riporta le loro parole e il loro punto di vista che, signori miei, è da 10 e lode. In 2 giorni i signori in oggetto han già capito il giro del fumo, e si son messi a dire cose del tipo: “scusate, potreste smettere di rovinare le nuvole con le vostre fabbriche, perché mi sa tanto che è per questo che da noi i frutti crescono sempre più piccoli”.

A parte che mi fanno simpatia, sembrano 10 volte più vivi degli occidentali, e partirei domani per stare un po’ con loro sotto l’albero del baniano, mi ha colpito davvero la loro filosofia e la profondità della loro cultura. E non parlo di menate da antropologi occidentali fantasiosi del tipo la simbiosi con gli elementi cosmici tramite l’inchiappettamento dei macachi. Qui parliamo di valori concreti, reali, quotidiani: l’intelligenza, il rapporto sereno con il sesso, il rispetto, la comprensione, la curiosità, e ancora un po’ di intelligenza.

Che dire, è la prima volta che a qualcuno con un punto di vista così diverso viene dato il diritto di non fare la figura del fesso. Ed ecco che, magicamente, la figura dei fessi la facciamo noi.

Eccipoche

2009 novembre 6
di storvandre

bikini

Stasera sono una specie di vulcano a salve.

Capitemi, devo compensare il grigiore di un giorno al cui confronto un mercoledì pomeriggio a Voghera sembra il Carnevale di Rio, per cui mi concedo un extra nel mio consueto turbillon di minchiate.

Cose del tipo:

Quando morirò, seppellitemi a pancia in giù e dite al mondo di baciarmi il culo

frase di un noto rapper americano, a cui un ignoto genio affigge la glossa

magari, invece, ci parcheggio la bici

Cose così, futilità, vanitas vanitatum, sic transit gloria mundi, e via discorrendo.

Mi torna anche in mente un elogio del bikini, che avevo letto da qualche parte. Un oggetto mistico, ipnotico, pieno di sottili suggerimenti ermeneutici, leggiadro ma geometrico, quasi cubista. Un capolavoro di evidenziazione nella negazione, 4 triangoli messi lì a gridare il pericolo atomico del suo stesso nome. Un segno primario, raro caso di significato significante, dall’orizzonte semantico immediato e sconfinato ad un tempo.

Parliamo di quello vero. Quello unico. A triangoli, coi lacciuoli. Non presentatemivi dinanzi con orrendi fascioni e mutande da bersagliere. Meglio se monocolore, semplificatemi la vita, al massimo la bandiera inglese o USA a promettere sesso transatlantico.

Parlando di intimo femminile, trovo quest’altra chicca:

una mia cliente una volta mi ha chiesto delle mutande: “ma sergio me raccomando, no sintetiche che son lisergica”

Guai ai sintetici, beati i bikini di cotone ch’è loro il regno dei cieli. Che ci mettano tempo ad asciugare, sant’iddio.

Noi si viene al mare apposta, per eccitarci. Ci basta e soverchia l’unione mistica di acqua e donna.

A proposito, sapete qual è il contrario di “eccitante”? Eeeeeh, non vale, avete letto il titolo…

g’bye

2009 novembre 1
di storvandre

dried_flower250

 

 

 

 

 

 

 

Veleggio come un’ombra
nel sonno del giorno
e senza sapere
mi riconosco come tanti
schierata su un altare
per essere mangiata da chissà chi.
Io penso che l’inferno
sia illuminato di queste stesse
strane lampadine.
Vogliono cibarsi della mia pena
perché la loro forse
non s’addormenta mai.

Ci vediamo più tardi, Alda

E intanto faccio un altro blog…

2009 ottobre 15
di storvandre

Si parla del posti dove sto meglio, in mezzo alla natura selvaggia, da bravo cinghialetto…

Dialoghi tra A&M

2009 ottobre 15
di storvandre

A sono io, M è l’amico Misterpinna.

Io sono a letto con il portatile sulle ginocchia, lui è in Stazione Centrale con il BlackBerry che aspetta la coincidenza per Genova.

La chat è breve, ma è un piccolo haiku del “nostro” sense of humour un po’ da liguri disillusi in gita premio, un po’ da anarchici della ragione, un po’ da “siamo volgari come la gramigna”, per dirla alla Guccini. Chi lo capisce, bene. Chi non lo capisce, ci sono sempre le barzellette sui carabinieri.

A: Napoli, docente gay aggredito e a Roma picchiato transgender

M: Meno male che mi piace la figa

A: ci doveva pure essere qualche vantaggio

M: Eh si. Tanta fatica. Ma almeno schiviamo le legnate

Statistica

2009 ottobre 12
di storvandre

getgirl

La statistica, si sa, è come il bikini, mostra tutto ma nasconde l’essenziale.

Per chi è in cerca di una donna, due validi consigli: valutate bene la portata delle conseguenze del desiderio, potrebbe capitarvi di avere successo; e nel caso foste proprio decisi, seguite le statistiche, non sbagliano quasi mai. C’è una statistica in proposito, ovviamente.

E ricordate il Grande Consiglio, quello che mi diede un ripetente cronico al liceo, e che non ho più dimenticato. Se incontrate una donna molto bella, ditele che è intelligente. Se incontrate una donna molto intelligente, ditele che è bellissima. Se incontrate una donna bellissima e intelligente, per l’amor di Dio, state zitti.

A presto…